La mobilità di Chioggia è precipitata in una situazione critica a causa dei cantieri aperti sul ponte translagunareunica arteria che collega la città alla terraferma. L’intervento di Anas sui tratti che attraversano il Canale Lombardo esterno e l’area di Valli ha ridotto la capacità della carreggiata, provocando code molto lunghe e tempi di percorrenza estesi, con segnalazioni di rallentamenti fino a 8-10 chilometri e oltre 60 minuti tra Sant’Anna e Valli di Chioggia. La presenza di mezzi pesanti che attraversano il ponte e proseguono verso Ravenna è stata indicata come una delle cause che hanno determinato il deterioramento della struttura, rendendo necessari interventi di demolizione e ricostruzione.
Accertamenti tecnici, limitazioni al traffico e impatto sulla quotidianità
Durante le verifiche effettuate dai tecnici di Anas è emersa la necessità di mantenere il senso unico alternato per garantire la sicurezza dei veicoli in transito: la riduzione di una corsia e le prove di carico hanno imposto una riorganizzazione temporanea del cantiere. Il blocco o la limitazione hanno trasformato la Romea in un punto di congestione, con conseguenze pesanti per pendolari, residenti e turisti. Secondo quanto comunicato, l’assetto del cantiere è stato rivisto dopo il riscontro di un repentino ammaloramento di porzioni della soletta non inizialmente interessate dai lavori, e la misura del senso unico alternato è stata indicata come necessaria per un periodo stimato di circa una settimana, durante il quale il traffico sarà regolato da personale sul posto.
Percorsi alternativi e gestione del traffico pesante
Per limitare l’impatto dei rallentamenti Anas ha indicato la possibilità di instradare i veicoli diretti verso Ravenna lungo la SP 53 e di deviare il traffico pesante verso Cavarzere e Adria; tuttavia non è stata fornita una misura generalizzata di deviazione verso l’autostrada per i mezzi non diretti a Chioggia. L’assenza di un piano di deviazione definitivo ha alimentato le proteste di chi ogni giorno utilizza la statale Romea e la provinciale Arzerone, evidenziando la fragilità della rete locale, fortemente dipendente da quei collegamenti. In piena estate, con un aumento dei flussi veicolari, la situazione è diventata ancora più critica per chi deve raggiungere la città o percorrere la direttrice verso la terraferma.
Politica, tensioni in consiglio comunale e il caso dei nidi di rondine
La questione è esplosa anche in consiglio comunale, dove il capogruppo del Partito DemocraticoLucio Tiozzoha sollecitato il sindaco Mauro Armelao a chiarire la gestione dell’emergenza. Il sindaco ha riconosciuto lo stato di degrado della struttura e ha dichiarato che gli interventi sono indispensabili per evitare il rischio di chiusura del ponte. Armelao ha inoltre annunciato l’intenzione di ripristinare il doppio senso di circolazione nella parte centrale del ponte per alleggerire il caos del fine settimana, ma ha segnalato la possibile sospensione dei lavori fino a settembre a causa della presenza di tre nidi di rondine sotto le arcate, che contengono uccellini e ovetti e non possono essere rimossi in quel periodo.
La spiegazione del sindaco ha suscitato critiche da più parti: esponenti dell’opposizione e anche alcuni membri della maggioranza hanno espresso scetticismo, ritenendo inaccettabile che un cantiere così delicato si trovi in questa condizione in piena stagione estiva. Alcune dichiarazioni hanno sottolineato la contraddizione percepita tra la tutela degli uccelli e scelte precedenti in materia urbanistica, mentre rappresentanti politici hanno chiesto misure più decise per deviare il traffico dei mezzi pesanti se necessario.
Da parte sua Anas ha chiarito che, pur considerando le indicazioni per rispettare i nidi di rondine presenti sotto le arcate, non esistono al momento provvedimenti che impongano lo stop dei lavori fino a settembre. L’ente ha confermato il cronoprogramma degli interventi e ha annunciato che si stanno ultimando le opere più urgenti sulle porzioni più danneggiate, con l’obiettivo di ripristinare il doppio senso di circolazione probabilmente entro la settimana. Restano però aperti i nodi relativi a un piano strutturato per il traffico pesante e alla gestione dei flussi in una settimana che alcuni hanno definito una “settimana infernale” per i pendolari.
Il confronto tra istituzioni, i limiti tecnici evidenziati nelle verifiche strutturali e le conseguenze sulla mobilità quotidiana mantengono alta l’attenzione sulla sicurezza del ponte translagunare. Nel frattempo, cittadini e operatori economici seguono l’evoluzione delle operazioni di cantiere con preoccupazione, in attesa che le misure tecniche e la gestione del traffico riducano i disagi registrati nei giorni di maggiore congestione.


