La holding Delfin azionista di riferimento di EssilorLuxottica e di altre grandi aziende come GeneraliMpsUniCredit e Covivio è al centro di tensioni crescenti tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio. A pochi giorni dall’assemblea del 30 giugno, la situazione sembra più critica che mai.
In una lettera inviata al board e agli azionisti, Rocco Basilico uno degli eredi, ha espresso preoccupazione per il deterioramento dei rapporti all’interno della famiglia e tra gli azionisti. “Ci siamo fermati a un passo dal precipizio” ha scritto, riferendosi alla situazione di un anno fa. Tuttavia, il piano di Leonardo Maria Del Vecchio di salire al 37,5% di Delfin, diventandone il primo azionista, si è rivelato “peggiore del problema che avrebbe dovuto risolvere”.
L’assemblea del 30 giugno: un momento cruciale
L’assemblea del 30 giugno è considerata una delle più delicate dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio. Gli otto soci della holding, ciascuno con il 12,5% del capitale, saranno chiamati ad approvare il bilancio 2026, deliberare sul dividendo e nominare nuovi commissari per l’audit. Senza l’approvazione dei conti, Delfin rischierebbe di entrare in una crisi istituzionale.
Il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio prevedeva l’acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio ma il consiglio di amministrazione ha respinto la lettera di patronage richiesta dalle banche per finanziare l’operazione. Questo ha interrotto, almeno per ora, la strada che avrebbe dovuto chiudere i principali contenziosi tra gli eredi.
Le alleanze tra gli eredi
Le alleanze tra gli eredi non seguono più i rami familiari. Claudio e Marisa Del Vecchio sono stati considerati più vicini alla continuità dell’attuale governance, mentre Paola ha assunto una posizione critica. Luca è stato tra gli oppositori più determinati dell’attuale assetto. Clemente Del Vecchio il più giovane, ha recentemente richiesto di trasferire il suo 12,5% nella holding personale Mhenthe.
Rocco Basilico dopo aver lasciato l’azienda, continua a vivere a Los Angeles e guarda a nuovi progetti imprenditoriali. Il suo rapporto con Leonardo Maria si è deteriorato sullo sfondo del contenzioso familiare relativo all’usufrutto delle quote detenute da Nicoletta Zampillo.
Le frizioni e le incertezze
Le frizioni tra gli eredi rendono incerto il voto del 30 giugno. Secondo alcune ricostruzioni, MarisaClaudio e Rocco sarebbero orientati ad approvare il bilancio. Luca e Paola hanno manifestato la volontà di uscire dall’azionariato. Nicoletta Zampillo pesa non solo come socia, ma anche per il ruolo che continua ad avere negli equilibri familiari.
Il valore di Delfin è cresciuto negli ultimi anni grazie all’apprezzamento delle principali partecipazioni finanziarie. Tuttavia, la solidità degli attivi non basta a risolvere il problema della governance. Martedì non si voterà soltanto un bilancio: si capirà se, a quattro anni dalla morte di Leonardo Del Vecchio gli eredi sono ancora in grado di convivere nella stessa cassaforte.
Francesco Milleri al vertice di EssilorLuxottica e di Delfin, deve fare i conti con una famiglia sempre più divisa e con una governance rimasta incompiuta dopo la morte del fondatore. Il bilancio rappresenta un banco di prova cruciale. Se passerà, la ricerca di un nuovo equilibrio potrà continuare. Se invece non dovesse ottenere i cinque voti necessari, la crisi della governance di Delfin entrerebbe in una fase completamente nuova.



