Nicolò Luca Salmoirago 23-24 anni, è morto dopo che la sua Opel Corsa è finita nel fiume Sile nella tarda mattinata in zona via Drago Jesolo, all’altezza del ristorante I Tre Leoni, a Jesolo Paese. Le prime indicazioni hanno collocato l’incidente alle 11.30 di domenica 21 giugno, mentre aggiornamenti successivi lo hanno riferito alla mattina di lunedì 22 giugno 2026, nei pressi del ponte e della Riviera Piave Vecchio. Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026.
Il caso è importante per la gravità dell’esito e per la dinamica definita dai presenti come una sorta di planata oltre le barriere di protezione dell’argine. Le indagini della Polizia locale e dei Vigili del fuoco mirano a chiarire se all’origine vi siano un malore, un colpo di sonno, velocità eccessiva o l’eventuale assunzione di alcol o altre sostanze. L’auto è stata posta sotto sequestro per gli accertamenti tecnici.
La vittima e il luogo dell’incidente: via Drago Jesolo e il ponte sul Sile
La vittima è stata identificata come Nicolò Luca Salmoirago residente ad Arluno e originario di Milano. Era alla guida da solo, di rientro dopo una notte trascorsa in discoteca con due amici. Il punto dell’impatto è stato indicato in via Drago Jesolo, all’altezza del ristorante I Tre Leoni in un tratto dove la strada costeggia il Sile e in prossimità del ponte e della Riviera Piave Vecchio.
L’area è molto frequentata da residenti e turisti, specie quando via Drago Jesolo diventa alternativa alla Jesolana. Il forte boato ha richiamato in pochi istanti persone dalle abitazioni e dai locali vicini. Diversi presenti hanno subito segnalato agli agenti il punto esatto in cui la vettura si era inabissata per agevolare le operazioni di ricerca subacquea.
La dinamica: staccionata sfondato e “planata” sul Sile
Secondo una prima ricostruzione, l’Opel Corsa è arrivata dalla direzione di via Drago Jesolo, probabilmente dopo una svolta da via Adriatico, ha sfondato la staccionata in legno dell’argine e ha attraversato lo spazio tra due alberi prima di finire in acqua. “Ho visto la macchina planare sul Sile, sembrava un missile”, ha riferito un testimone. Altri presenti hanno confermato l’impressione che il veicolo si sia staccato dall’asfalto per alcuni secondi prima di toccare la superficie del fiume.
La vettura, dopo il primo impatto, è rimasta per un attimo a galla, sospinta dalla corrente verso la riva sinistra, per poi inabissarsi rapidamente. Alcuni testimoni hanno ipotizzato che l’airbag esploso abbia potuto incastrare il conducente nell’abitacolo, rendendo difficili i tentativi di liberarlo. La dinamica resta al vaglio, con rilievi su traiettoria, velocità, barriere e segni lasciati al suolo.
I primi soccorsi: tuffi dei presenti e intervento dei sommozzatori
Un ufficiale della Polizia locale allertato sul posto, si è tuffato immediatamente nel tentativo di raggiungere l’auto e liberare il conducente. È stato seguito da due cittadini di nazionalità romena e da altre persone accorse sulle sponde, tra cui due motociclisti in transito, uno di Lecce e uno di Rossano (Cosenza), che avevano appena dato l’allarme agli agenti. “Chi è entrato in acqua, è uscito sconvolto”, hanno riferito alcuni presenti.
La corrente e la rapidità dell’affondamento hanno reso vano ogni sforzo dei primi soccorritori. Sono quindi intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di Jesolo, il personale sanitario del Suem 118 e più pattuglie della Polizia locale, oltre a una volante del commissariato. In supporto è arrivato l’elicottero Drago del reparto volo di Venezia, con a bordo un sommozzatore specializzato, e successivamente i sommozzatori del nucleo regionale da Vicenza.
Recupero, istituzioni sul posto e accertamenti in corso
Individuato il relitto, i sommozzatori hanno recuperato il corpo del giovane, ma il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso. La salma è stata affidata all’autorità giudiziaria per gli esami di competenza. L’autogru dei Vigili del fuoco di Mestre ha provveduto al recupero dell’auto dal fondale del fiume, poi posta sotto sequestro per le verifiche.
Il sindaco Christofer De Zotti e l’assessore alla Mobilità Andrea Carpenedo hanno raggiunto l’area e seguito le operazioni, esprimendo cordoglio per la scomparsa del ragazzo. In un messaggio iniziale, il sindaco aveva scritto: “Poco fa un’auto, in una dinamica ancora da ricostruire, è finita nel fiume Sile… Preghiamo”. La comunità di Jesolo Paese è rimasta scossa: la memoria del boato, la corsa verso il fiume e i tentativi disperati di salvataggio hanno segnato residenti e operatori della zona.
Gli agenti stanno raccogliendo testimonianze, immagini e riscontri tecnici per stabilire con precisione quando e come si sia verificato l’incidente, anche alla luce delle discrepanze su data e orario emerse nelle prime comunicazioni. Tra le ipotesi all’esame figurano malorecolpo di sonno velocità e possibile assunzione di alcol o sostanze; gli esiti degli accertamenti verranno integrati appena disponibili. Notizia in aggiornamento.


