L’Italia sta vivendo un’estate di record, con temperature che superano costantemente i 40 gradi. In questo contesto, si registra un altro tragico episodio legato al caldo estrema. A Susegana, in provincia di Treviso, un operaio di 60 anni è stato trovato privo di sensi all’esterno della fabbrica dove lavorava. Nonostante i soccorsi immediati, l’uomo non ce l’ha fatta.
L’operaio, dipendente della Smurfit Kappa Italia stava rincasando dopo aver concluso il turno di lavoro. I soccorsi, arrivati sul posto grazie all’intervento del Suem 118 e dei carabinieri non sono riusciti a salvarlo. Questo episodio solleva nuovamente la questione della sicurezza sul lavoro in condizioni climatiche estreme.
Il caldo estrema come causa probabile
Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto ha espresso preoccupazione riguardo al possibile legame tra la morte dell’operaio e l’ondata di caldo che sta colpendo l’Italia da giorni. “Sicuramente non vogliamo creare psicosi e non abbiamo certezze o informazioni in più rispetto a quello che dice la stampa, ma è difficile non collegare l’ennesima morte sul lavoro in Veneto, a Susegana, all’eccezionale situazione climatica” ha dichiarato Toigo.
Toigo ha anche raccontato di un fenomeno sempre più diffuso tra le aziende della regione: la rimodulazione degli orari di lavoro per evitare le ore più calde. “Sono testimone di molti casi in cui le aziende stanno rimodulando gli orari di lavoro, con turni che cominciano alle 5 del mattino, per sfuggire alla morsa delle ore più calde. Ma tanto, troppo sfugge alle ordinanze e al buon senso”.
Altri episodi simili in Italia
Purtroppo, l’episodio di Susegana non è isolato. Nelle ultime ore, si sono registrati altri casi simili in diverse regioni italiane. Nel Mantovano, un bracciante agricolo di 55 anni, Haddad Taher, è morto mentre raccoglieva angurie in un campo di Magnacavallo. I carabinieri stanno indagando sulla possibilità che il malore sia stato causato dal caldo estrema.
A Genova, nelle stesse ore, sono morti per le temperature roventi un uomo di 86 anni e una donna di 74, entrambi ricoverati al Policlinico San Martino. Questi episodi sottolineano l’urgenza di adottare misure efficaci per proteggere i lavoratori e i cittadini più vulnerabili durante le ondate di caldo.
L’ondata di caldo estrema sta mettendo a dura prova non solo i lavoratori, ma l’intera popolazione. È fondamentale che le autorità e le aziende adottino misure adeguate per prevenire ulteriori tragedie e garantire la sicurezza di tutti.



