4 Ottobre 2026 ☀ 18°

Mostra Hybrids: arte, architettura e gioco a Venezia

L’esposizione Hybrids trasforma il Negozio Olivetti in un laboratorio di realtà ibrida, dove arte e architettura si fondono in un’esperienza giocosa.

Mostra Hybrids: arte, architettura e gioco a Venezia

Nel cuore della laguna, il famoso Negozio Olivetti si è animato di una nuova energia grazie alla mostra Hybrids dell’artista contemporaneo Leandro Erlich. L’allestimento, temporaneo ma di grande impatto, occupa gli spazi disegnati da Carlo Scarpa e ricorda la visione culturale di Adriano Olivetti che immaginava il patrimonio come motore di innovazione per le generazioni future. La Fondazione FAI ha collaborato alla realizzazione, sottolineando l’impegno nella tutela e nella fruizione consapevole del patrimonio architettonico veneziano.

Il progetto propone al visitatore di attraversare una zona dove i confini tra reale e immaginario svaniscono. Le sperimentazioni di Erlich invitano a percepire il quotidiano come un campo di gioco in cui la logica scientifica si mescola all’ironia e alla fantasia. Il percorso diventa così una riflessione sulla percezione, sulla capacità della mente di ricostruire il mondo quando le abituali categorie scompaiono.

Il Negozio Olivetti diventa palcoscenico di Hybrids

L’allestimento occupa l’intero volume dell’edificio, valorizzando la struttura in cemento e vetro che caratterizza il negozio. Gli spazi di transizione, tipici dell’architettura di Carlo Scarpa sono stati reinterpretati come scenari dove ogni elemento può assumere molteplici identità. La luce filtrata dalle ampie vetrate accentua la sensazione di sospensione, mentre le installazioni di Erlich giocano con la prospettiva, creando “porte” immaginarie che introducono il pubblico in una dimensione quasi onirica.

Il ruolo di Carlo Scarpa nell’esperienza espositiva

Scarpa, noto per la sua capacità di far dialogare antico e moderno, ha lasciato un’impalcatura in cui la materialità si fa veicolo di narrazioni contemporanee. Le opere di Erlich si integrano perfettamente con i dettagli architettonici: le gradinate, i corridoi e i vani di servizio diventano punti di svolta per l’esperienza sensoriale, dimostrando come l’architettura possa essere parte integrante dell’arte stessa.

Leandro Erlich e il concetto di ibridazione

L’artista argentino è celebre per le sue installazioni che sfidano le leggi della fisica e della percezione. In Hybrids egli esplora il momento in cui la realtà perde le sue categorie abituali per aprirsi a una dimensione allucinatoria e giocosa. Le opere presenti invitano il pubblico a camminare su superfici che sembrano solide ma che si rivelano illusorie, a guardare attraverso specchi che rifrangono lo spazio e a interagire con oggetti che mutano in base al punto di vista.

La visione culturale di Adriano Olivetti

Dietro al concept espositivo si colloca la filosofia di Adriano Olivetti il visionario che trasformò l’azienda familiare in un modello di innovazione sociale. La sua idea di “cultura per tutti” si rispecchia nella capacità della mostra di rendere accessibili concetti complessi come la percezione cognitiva e la fisica quantistica attraverso esperienze ludiche. Il risultato è un ponte tra passato e futuro, dove la tradizione industriale si sposa con l’arte contemporanea.

Il contributo del FAI e la valorizzazione del patrimonio

Il coinvolgimento del FAI non è solo logistico, ma anche didattico. L’associazione ha organizzato percorsi guidati, laboratori per scuole e incontri con critici d’arte, sottolineando come la tutela del patrimonio possa avvenire anche attraverso iniziative innovative. In questo modo, il negozio non diventa soltanto un luogo di esposizione, ma un vero e proprio laboratorio di memoria e di sperimentazione per il pubblico veneziano e per i turisti.

Il percorso, curato da Marcello Dantas trasforma il Negozio Olivetti in una piattaforma dove la realtà si scompone e ricompone in forme inattese, invitando ciascuno a interrogarsi sui propri limiti percettivi. La mostra rimarrà per qualche settimana come testimonianza di come lo spazio ibrido possa diventare strumento di educazione culturale e di piacere estetico.

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