La sezione Venezia Classici dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica propone una rassegna di 19 restauri che attraversano decenni e geografie, portando copie appena restaurate in anteprima mondiale al Lido. La curatela, affidata a Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi riunisce opere dal 1942 al 1995: titoli saldamente canonici, film tornati in circolazione dopo lunga oblio e lavori che offrono nuovi spunti di lettura sul passato del cinema.
La sezione si inaugura con un evento di preapertura: il restauro digitale in 4K di Col cuore in gola di Tinto Brass proiettato in Sala Darsena il 1 settembre 2026, prima della partenza ufficiale della Mostra (2-12 settembre 2026). Questa scelta pone sin da subito l’accento sul doppio obiettivo della rassegna: celebrare il patrimonio filmico e dimostrare che il restauro è una pratica viva, parte integrante del presente delle sale e della ricerca sulle copie.
Restauri italiani in vetrina al Lido
La quota nazionale comprende titoli che raccontano diversi versanti della storia del cinema italiano: dal pop londinese di Tinto Brass a film che hanno conosciuto fortune critiche altalenanti o uscite marginali. Tra i restauri annunciati figurano Lo zio di Brooklyn di Daniele Ciprì e Franco Maresco riportato in sala dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Filmauro dopo anni di circolazione ridotta; Viaggio in Italia di Roberto Rossellini ormai leggibile come uno dei punti di riferimento rosselliniani; Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola che chiede una nuova valutazione critica per la sua rappresentazione della marginalità romana; e La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini restaurato in occasione del centenario della nascita del regista e realizzato con la collaborazione della Cineteca di Bologna e Compass Film.
Dettagli tecnici e percorsi di recupero
I restauri italiani nascono da sinergie tra istituzioni e produttori: il restauro di Col cuore in gola è stato realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia in 4K, mentre Lo zio di Brooklyn è stato riportato alla vita nei laboratori de L’Immagine Ritrovata. Anche Brutti, sporchi e cattivi vede l’intervento della Cineteca di Bologna assieme al Centro Sperimentale e a Surf Film, sottolineando come la filiera del recupero unisca competenze tecniche e patrimonio archivistico.
Il quadro internazionale e la giuria studentesca
Oltre all’Italia, il cartellone abbraccia l’Europa, l’America e aree meno frequentemente presenti nelle circuitazioni dei restauri italiani. Dal blocco europeo e statunitense arrivano nomi come Ernst Lubitsch con To Be or Not to Be (Vogliamo vivere!), John Cassavetes con Minnie and MoskowitzRoger Corman con The Wild Angels e figure centrali del nuovo cinema europeo: Roman Polanski con Cul-de-sacAndrzej Wajda con Cenere e diamantiAlexander Kluge e il suo esordio che ottennero premi importanti a Venezia negli anni Sessanta, e il cecoslovacco Jaromil Jireš con Fantasie di una tredicenne.
La sezione extraeuropea amplia lo sguardo geografico includendo il messicano La ilusión viaja en tranvía di Luis Buñuel l’argentino Los de la mesa 10 di Simón Feldman il giapponese The Catch di Shinji Sōmai e titoli dall’Asia contemporanea come English, August di Dev BenegalThe Story of Woo Viet di Ann Hui e la seconda parte della trilogia pechinese di Ning Ying. Chiude la mappa geografica Udju Azul di Yonta di Flora Gomes dalla Guinea-Bissau.
La giuria e il premio Venezia Classici
La valutazione dei restauri sarà affidata a una giuria di 24 studenti dei corsi universitari di cinema, Dams e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, presieduta da Daniele Vicari. Per il tredicesimo anno consecutivo questa giuria assegnerà il Premio Venezia Classici al miglior film restaurato, confermando l’attenzione della Mostra verso le nuove generazioni di spettatori e studiosi e il ruolo formativo della programmazione sul patrimonio filmico.
Nel complesso la selezione 2026 conferma l’idea che la conservazione e la circolazione dei film non sono esercizi nostalgici ma pratiche necessarie per nutrire il futuro del cinema restituendo all’esperienza pubblica opere che riflettono percorsi estetici, tensioni storiche e sperimentazioni formali di mezzo secolo di cinematografia mondiale.



