La sezione Venezia Classici torna a essere fulcro di riscoperta cinematografica nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, programmata dal 2 al 12 settembre. In questa edizione la selezione comprende 19 restauri realizzati nell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e case di produzione, proponendo una scansione di generi, paesi e periodi storici che vanno dal muto recente ai film politici degli anni Ottanta.
La scelta curatoriale punta sulla convinzione che il futuro del cinema si alimenti dalla memoria delle opere che lo hanno formato: molti titoli tornano in sala dopo uscite difficili o dopo anni di scarsa circolazione, mentre altri recuperano la loro reputazione critica grazie a nuovi restauri.
Gli omaggi e le riscoperte italiane
Tra i titoli italiani spiccano lavori che raccontano momenti diversi della storia del cinema nazionale. Il restauro de Lo zio di Brooklyn primo lungometraggio di Daniele Ciprì e Franco Maresco, riporta sul grande schermo un film diventato di culto dopo l’esperienza televisiva di Cinico TV e scomparso dalle sale per anni; il restauro è stato curato dalla Cineteca di Bologna con la collaborazione di Filmauro e del laboratorio L’Immagine Ritrovata.
La rassegna include inoltre la restaurazione de La lunga notte del ’43 esordio di Florestano Vancini tratto da un racconto di Giorgio Bassani con sceneggiatura firmata anche da Pier Paolo Pasolini ed Ennio De Concini. Il film, ambientato nella Ferrara degli ultimi mesi del 1943 e interpreti come Gabriele Ferzetti e Enrico Maria Salerno, vinse il Premio Opera Prima alla Mostra alla sua uscita e viene proposto in occasione del centenario della nascita del regista.
Non manca infine la rivalutazione di opere che, pur note, risultano meno viste: Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola viene presentato in una nuova copia che ne favorisce una rilettura critica, riproponendo il ritratto grottesco di una periferia italiana interpretata da Nino Manfredi.
Restauri internazionali: classici riscoperti e film politici
La sezione offre un panorama internazionale che percorre l’Europa, l’America e l’Asia. Tra i restauri figura Vogliamo vivere! di Ernst Lubitsch, una satira feroce sul nazismo costruita su rimandi shakespeariani e realizzata durante la Seconda guerra mondiale, considerata oggi un capolavoro per l’intelligenza della sua messa in scena.
Dagli Stati Uniti arrivano il restauro de I selvaggi di Roger Corman, il suo più grande successo commerciale, e Minnie e Moskowitz di John Cassavetes. Dal continente europeo emergono titoli come Cenere e diamanti di Andrej Wajda, spesso citato tra i preferiti di registi contemporanei, e Cul de sac di Roman Polanski, prodotto inglese considerato da alcuni critici tra i lavori più riusciti del regista.
La selezione attraversa anche le cinematografie meno presenti nei circuiti commerciali: il film cecoslovacco Fantasie di una tredicenne di Jaromil Jirés, l’argentina Los de la mesa 10 di Simón Feldman, considerata tappa fondamentale della Generation del ’60 in Argentina, e l’opera forse meno vista di Luis Buñuel, L’illusione viaggia in tranvai. Dal Giappone arriva The Catch di Shinji Somai; dall’India l’opera prima English, August di Dev Benegal; dalla Cina il secondo capitolo della trilogia pechinese, Poliziotto di quartiere di Ning Ying; da Hong Kong The Story of Woo Viet di Ann Hui, e infine l’africano Gli occhi azzurri di Yonta di Flora Gomes dalla Guinea Bissau.
Temi politici e sociali nei restauri
Molti dei film selezionati portano con sé una forte dimensione politica: opere come The Story of Woo Viet affrontano le conseguenze dei flussi migratori e le tensioni sociali, mentre altri titoli hanno subito critiche o censure nel loro contesto storico e sono oggi riproposti per la loro rilevanza storica e artistica. Il restauro permette non solo di migliorare la qualità visiva e sonora, ma anche di rinnovare il dibattito critico su questi film.
La giuria e il premio Venezia Classici
Per il tredicesimo anno consecutivo la sezione assegna il Premio Venezia Classici al miglior film restaurato, scelto da una Giuria di studenti di cinema. Quest’anno la giuria sarà presieduta dal regista e sceneggiatore Daniele Vicari e composta da 24 studenti indicati dai corsi universitari e dai Dipartimenti Accademici di Cinema italiani, tra cui i DAMS e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questa scelta sottolinea l’intento di coinvolgere nuove generazioni nella lettura critica del patrimonio cinematografico.
La curatela della sezione è svolta con la direzione artistica di Alberto Barbera, che conferma la linea di valorizzazione del patrimonio filmico attraverso restauri che mettono in dialogo presentazioni in anteprima mondiale e percorsi di riscoperta per il pubblico contemporaneo.



