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Rushdie e Armitage al Teatrino di Palazzo Grassi: arte, memoria e catalogo

Un dialogo sul confine tra reale e surreale e la firma di un catalogo che contiene un testo inedito di Salman Rushdie

Rushdie e Armitage al Teatrino di Palazzo Grassi: arte, memoria e catalogo

Il pomeriggio del 21 maggio 2026 a Venezia si è svolto un appuntamento che ha messo in relazione mondi diversi: dalla narrativa alla pittura contemporanea. Sul palco del Teatrino di Palazzo Grassi si sono incontrati lo scrittore Salman Rushdie, l’artista Michael Armitage e il curatore Hans Ulrich Obrist, promotore del catalogo della mostra The Promise of Change. L’evento, pensato come una art conversation, ha offerto uno spazio per esplorare come le immagini e le parole si influenzino a vicenda e come l’arte risponda alle trasformazioni sociali e culturali.

La cornice dell’incontro e il catalogo

La conversazione è stata ospitata all’interno della rassegna legata a The Promise of Change, con il catalogo curato da Hans Ulrich Obrist e una pagina inedita firmata da Salman Rushdie. Al pubblico è stata offerta la possibilità di acquistare una copia firmata del catalogo, stampato da Palazzo Grassi – Pinault Collection insieme a Marsilio Arte, e disponibile per la firma dei tre protagonisti al termine dell’incontro. L’evento era ad ingresso gratuito con prenotazione online e ha previsto anche una diretta streaming, estendendo la conversazione oltre le mura del Teatrino e permettendo a un pubblico più ampio di partecipare virtualmente.

Il gesto della firma e il valore del catalogo

Il fatto che il catalogo fosse firmato in loco ha assunto un significato simbolico: la firma come atto di autorialità e come ponte tra opera e lettore. Per gli intervenuti il libro non era solo un corredo espositivo, ma un oggetto che testimonia dialoghi e idee condivise. La presenza simultanea di artista, scrittore e curatore ha trasformato la copia firmata in un documento che riflette i molteplici punti di vista raccolti nella mostra, consolidando il ruolo del catalogo come strumento critico oltre che come oggetto d’arte.

Temi al centro del dialogo: memoria, trasformazione e ruolo dell’arte

La conversazione ha approfondito il rapporto tra immagini, letteratura e pratiche artistiche contemporanee, soffermandosi su concetti come memoria e trasformazione sociale. I partecipanti hanno esplorato come la pittura e la scrittura possano interpretare eventi storici e dinamiche politiche, proponendo narrazioni che non si limitano a descrivere ma che interrogano il presente. L’incontro ha messo in luce l’idea che l’arte possa funzionare sia come specchio che come catalizzatore, capace di rendere visibili tensioni e possibilità di cambiamento in contesti diversi.

Il confronto tra pratiche: pittura e parola

Rushdie e Armitage hanno raccontato i loro processi creativi, evidenziando come i luoghi e le eredità culturali influenzino il lavoro. Michael Armitage ha condiviso l’attenzione verso legami tra storia dell’arte occidentale, culture visive africane e questioni politiche contemporanee, mentre Salman Rushdie ha spiegato come la scrittura reagisca a una realtà sempre più frammentata. Nel dialogo è emersa la riflessione sul confine tra il reale e il surreale, un tema che ha stimolato scambi vivaci e nuove letture delle opere presenti in mostra.

Un aneddoto storico e i progetti futuri

Tra gli interventi più suggestivi c’è stato l’accenno di Rushdie a una figura arcaica: una sacerdotessa vissuta intorno al 2.500 a.C. che avrebbe inciso o firmato inni e preghiere, rappresentando per lo scrittore il primo esempio di autore nella storia. Questo spunto ha aperto la discussione sul ruolo della firma come marcatore di identità creativa e sulla continuità che lega pratiche antiche e contemporanee. Rushdie ha inoltre manifestato l’intenzione di approfondire questo personaggio storico in un progetto di scrittura, segnalando come la ricerca sul passato possa alimentare nuova narrativa.

Conclusione: il valore del dialogo tra discipline

L’incontro al Teatrino di Palazzo Grassi ha confermato l’importanza di mettere a confronto sguardi differenti per comprendere meglio il presente. L’evento, oltre a promuovere la mostra The Promise of Change, ha offerto al pubblico la possibilità di partecipare attivamente attraverso la firma del catalogo e la fruizione in streaming. In chiusura è emersa la convinzione che il dialogo tra arte e letteratura sia una risorsa per interpretare la realtà: un terreno dove il surreale può rivelare aspetti della vita che il puro realismo non sempre coglie.