25 ottobre 2026 ☁ 7°

Studio regionale sulla Caretta caretta nel Nord Adriatico per difendere pesca e acquacoltura

La Regione Veneto ha avviato un progetto con l’Università degli Studi di Padova e l’Ente Parco regionale del Delta del Po per monitorare la presenza della Caretta caretta nel Nord Adriatico e studiarne l’impatto su pesca e acquacoltura, con un contributo regionale di 96 mila euro su un budget complessivo di 113.500 euro.

Studio regionale sulla Caretta caretta nel Nord Adriatico per difendere pesca e acquacoltura

La Regione Veneto ha lanciato un’iniziativa scientifica che mette al centro la tartaruga marina Caretta caretta e il suo potenziale ruolo nel ridurre la diffusione del granchio blu nelle acque costiere e lagunari della regione. Il progetto coinvolge l’Università degli Studi di Padova e l’Ente Parco regionale del Delta del Poe si focalizza su ricerche, monitoraggi e misure di gestione rivolte al settore della pesca e dell’acquacoltura.

L’iniziativa dispone di un finanziamento totale pari a 113.500 eurodi cui la Regione contribuisce con 96 mila euro attraverso le risorse del Feampa 2026-2027. Obiettivo dichiarato è approfondire la presenza crescente della Caretta caretta nel Nord Adriatico e valutare le conseguenze, positive o negative, per le attività produttive legate al mare.

Il finanziamento e i partner coinvolti

La dotazione economica del progetto è pensata per sostenere studi sul campo, campagne di monitoraggio e azioni coordinate tra enti pubblici e operatori locali. La Regione Veneto mette a disposizione il contributo tramite il Fondo europeo per gli Affari marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (Feampa)mentre l’Università di Padova e l’Ente Parco del Delta del Po forniranno competenze scientifiche e operative per le indagini sul campo nel Delta del Po e nelle acque costiere vicine a Venezia.

Risorse e obiettivi tecnici

Con i 96 mila euro stanziati dalla Regione, il progetto coprirà attività di monitoraggio della presenza della tartaruga, analisi del comportamento alimentare e valutazioni sugli impatti sulle reti da pesca e sugli allevamenti. Il budget complessivo di 113.500 euro rende possibile anche il coinvolgimento diretto degli operatori della pesca e dell’acquacoltura per raccogliere dati pratici e testimonianze di campo.

Caretta caretta come attore nell’ecosistema e possibile predatore del granchio blu

Una parte centrale del programma è dedicata a verificare se la Caretta caretta possa agire come un predatore naturale del granchio bluspecie invasiva che ha causato danni significativi al comparto ittico. Le attività studieranno il comportamento alimentare delle tartarughe nelle acque costiere e lagunari del Veneto per comprendere se il suo impatto possa contribuire a contenere la diffusione del crostaceo.

L’assessore regionale alla pesca, Dario Bondha sottolineato l’importanza di un approccio basato sulla ricerca: “Puntiamo ad affrontare le scientificamente le nuove sfide legate agli equilibri dell’ecosistema marino.” In un altro passaggio è stato ribadito che “L’obiettivo è affrontare in maniera scientificamente fondata le nuove sfide legate agli equilibri dell’ecosistema marino“. Queste dichiarazioni evidenziano la volontà di coniugare tutela ambientale e sostenibilità delle attività economiche legate al mare.

Interferenze con pesca e mitilicoltura

Accanto alla valutazione del potenziale ruolo predatorio, il progetto prevede anche indagini mirate a ridurre le interferenze tra tartarughe marine e attività produttive, in particolare la mitilicoltura e la pesca professionale. Le azioni saranno studiate per promuovere pratiche che favoriscano la convivenza sostenibile tra la fauna marina e gli operatori locali, evitando impatti negativi su pesca e allevamenti.

Sinergia istituzionale e coinvolgimento degli operatori

La collaborazione tra la Regione Venetol’Università degli Studi di Padova e l’Ente Parco regionale del Delta del Po è intesa come un modello operativo di integrazione tra istituzioni, ricerca e mondo produttivo. Il progetto punta a valorizzare le competenze locali e a coinvolgere direttamente pescatori e acquacoltori nelle attività di monitoraggio, rendendo la ricerca più efficace e applicabile sul territorio.

Questa sinergia servirà a raccogliere dati empirici utili a definire strumenti di gestione che siano al tempo stesso rispettosi della biodiversità e attenti alla tutela del lavoro e delle economie locali nella regione Veneto.

Il programma di ricerca si svolgerà principalmente nelle aree costiere del Nord Adriaticocon campagne nel Delta del Po e nelle zone lagunari vicine a Veneziae utilizzerà metodologie scientifiche per documentare la presenza, i movimenti e le abitudini alimentari della Caretta caretta. I risultati attesi includono raccomandazioni pratiche per la gestione integrata della specie nel contesto delle filiere ittiche regionali.

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